Siamo indignati

Siamo indignati

Non volevamo crederci eppure è successo davvero. Siamo indignati.

Siamo indignati

L’ennesimo DPCM, emanato dal governo Conte, continua a non mostrare alcuna lungimiranza né sensibilità nei confronti di coloro che in questi difficili mesi si sono adoperati nel rispetto delle regole.

Come molte aziende private, anche i Circoli ricreativi e culturali, oltre ad essersi adeguati alle numerose normative anti contagio, hanno operato affinché ogni attività si svolgesse in piena sicurezza.

I circoli ricreativi e culturali, inoltre, sono l’ancora di salvezza per molte persone sole in casa.

Sono la vita reale contrapposta a quella telematica ma soprattutto sono l’ultimo baluardo tra quel mondo di solidarietà e convivialità che abbiamo sempre promosso e quel nuovo modello, distaccato e telematico, che ci vorrebbero imporre.

Come ENTE abbiamo pubblicato e diffuso ripetutamente linee guida sulle misure di prevenzione del contagio, contattando le associazioni affinché venissero applicati scrupolosamente, sicuri che tali sacrifici avrebbero aiutato la comunità nazionale.

Allo stesso modo siamo consapevoli che i luoghi di aggregazione e diffusione della cultura, nel rispetto dei protocolli di sicurezza, debbano rimanere aperti, per dare ai cittadini la miglior cura possibile: la speranza!

Se togliamo, oltre alla cultura e alla partecipazione sociale, anche la speranza, abbiamo gettato le basi per uno stato privo di diritto, l’ambiente ideale per la nascita di regimi autoritari. Anche se non si definiscono tali.

Chiudere tutto perché incapaci di gestire una situazione, che conoscevate prima dell’estate, non possiamo accettarlo.

Durante il primo confinamento (da voi chiamato lockdown) abbiamo distribuito a molte associazioni, in modo gratuito, coperture assicurative ai volontari che aiutavano le persone che non potevano uscire da casa: disabili, anziani, affetti da particolari patologie ecc.

Non abbiamo chiesto nulla e nulla ci è stato riconosciuto dallo stato.

Questo nuovo confinamento, anche se non usate il termine lockdown, avrà delle conseguenze drammatiche, sia per la nostra organizzazione, ma soprattutto per tante piccole realtà che operano nel modo della cultura, dello sport, della promozione sociale e del volontariato.

Speriamo non essere ignorati anche stavolta!

Ci auguriamo che non venga proiettato un film già visto, dove i luoghi di cultura vengono chiusi mentre i centri commerciali rimangono aperti, dove le associazioni di promozione sociale vengono fermate mentre le multinazionali incrementano le vendite, dove le palestre che aiutano i ragazzi a crescere vengono chiuse mentre lo sport dei ricchi continua.

Siamo indignati

 

>>> misure del nuovo DPCM <<<

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