Il Cantico dell’Amore

Il Cantico dell’Amore

Si è tenuta, presso la Chiesa di San Francesco di Pescia,  la presentazione del libro “Il Cantico dell’Amore. Sui passi di Francesco dalla Parola al Mistero”, edito da Solfanelli e curato da Franca De Sanctis con il coordinamento scientifico di Pierfranco Bruni. L’iniziativa si inserisce nel quadro delle celebrazioni francescane per gli ottocento anni dalla morte di San Francesco.

Il Cantico dell’Amore

L’evento nasce dalla solida e significativa collaborazione tra ENAC – Ente Nazionale Attività Culturali, Terra dei Padri, l’Amministrazione comunale di Pescia, la Diocesi di Pescia e l’Accademia di Ecologia ed Arte Riarteco, che ha permesso di coordinare le attività sul territorio per mantenere viva ed attuale la memoria del messaggio francescano, un legame intenso testimoniato anche dal soggiorno del Santo nella cittadina toscana, di cui rimane la lapide commemorativa collocata nei pressi della Chiesa e la pala realizzata da Bonaventura Berlinghieri, ad appena ventisette anni dalla morte del Poverello di Assisi.

Gl interventi

La scelta del luogo per questa presentazione è particolarmente significativa sul piano spirituale, come emerso in tutti gli interventi, a partire da quello di Fra Alfred Parambakathu che ha tracciato un intenso ritratto interiore di Francesco d’Assisi. Marco Canestrelli, in qualità di Vice Presidente di ENAC (Ente Nazionale Attività Culturali), ha inteso ricordare l’importanza di costruire e rafforzare reti culturali capaci di sostenere la crescita della comunità. Tema ripreso dall’Assessore alla Cultura di Pescia, Claudia Massi, che ha infatti ribadito la necessità di una più stretta cooperazione tra associazioni e realtà locali, soprattutto in un contesto globale segnato da incertezza e fragilità, Massi nel suo intervento ha menzionato le trasformazioni architettoniche della Chiesa di San Francesco, ricordando come l’edificio, pur avendo conosciuto nel tempo interventi di impronta barocca, sia stato oggetto di un lavoro volto a recuperarne un’essenza più sobria e coerente con lo spirito originario di Francesco d’Assisi.

Di particolare intensità gli interventi della curatrice Franca De Sanctis e del coordinatore scientifico Pierfranco Bruni. La curatrice ha innanzitutto ringraziato l’Amministrazione comunale per l’accoglienza, la Diocesi di Pescia e tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione dell’evento, illustrando poi l’opera letteraria composta da contributi di saggisti ed accademici provenienti da tutto il territorio nazionale, che delineano un percorso mistico attraverso un’Europa attraversata da profonde contraddizioni, nella quale Francesco è un punto di riferimento capace di parlare anche all’uomo contemporaneo.

Il libro

Il volume – prosegue De Sanctis – offre una pluralità di prospettive interpretative, indagando i molteplici aspetti storici e religiosi legati alla figura del Santo, con intensa profondità spirituale, ampliando lo sguardo dall’Occidente all’Oriente, in dialogo con la storia testimoniata dalla pala del Berlinghieri. Pierfranco Bruni, intervenuto in collegamento per impegni istituzionali, ha espresso gratitudine per l’incontro in questo luogo sacro con una comunità profondamente affine sul piano spirituale e vicina, sia sul piano cristiano sia per una religiosità, che custodisce il “viatico” autentico di Francesco, capace di raccontare attraverso le sue opere una visione completa della vita umana. Al centro del suo intervento, il cammino francescano come itinerario che unisce dimensione spirituale e geografica, ponendo Francesco come ponte tra epoca pre medievale e post medievale, richiamando il rapporto di continuità con Dante Alighieri non in termini storici epocali, ma in termini di pensiero cristiano, evidenziando una comune tensione verso il Paradiso, simbolo di un percorso che si prolunga fino al presente. Le metafore della grazia e della luce, insieme alla figura di Chiara d’Assisi, definiscono questo cammino come passaggio verso una dimensione luminosa e spirituale. Bruni ha infine insistito sul concetto di “esigenza”: Francesco non si accontenta, ma ricerca con radicalità. L’obbedienza, in questa prospettiva, non è regola ma ascolto profondo, fondamento dell’amore e cuore del Cantico.

Un itinerario culturale

Nel clima raccolto e intensamente partecipato della presentazione, l’intervento di Silvia Filippi, Responsabile Arti Visive di ENAC – Ente Nazionale Attività Culturali, ha delineato un percorso profondamente legato all’ascolto della comunità e alla percezione di sé come parte del paesaggio e della molteplicità del Creato: un itinerario culturale intessuto di simboli, visioni, gesti, parole, colori, profumi e suoni. Le voci degli artisti presenti – Aldo Celle, Enrica Capone, Luca Girolami, Antonella Pirozzi, Stefania Verderosa e lo scultore Francesco Zero – attraverso le loro opere hanno saputo tradurre le parole in visione, rendendo il Cantico una proiezione dell’universo e una concreta espressione artistica. In questo modo hanno amplificato il coinvolgimento emotivo del pubblico, contribuendo a rendere l’esperienza ancora più intensa e condivisa.

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